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2013-03-04

IL PANE DI ALTAMURA E LAVERDA, ACCOPPIATA VINCENTE NEL PROGETTO INTEGRATO DI FILIERA COFINANZIATO DALLA REGIONE PUGLIA A SOSTEGNO DELLA TIPICITA’ E DELLA TRADIZIONE ALIMENTARE ITALIANA

Integrità e pulizia della granella, sinonimo di salubrità del grano raccolto, sono il requisito essenziale per un pane buono per il palato e per la salute, requisito che Laverda soddisfa a pieni voti

Breganze, febbraio 2013.    Nel luglio 2003, a livello europeo, al pane di Altamura è stato riconosciuto il marchio denominazione di origine protetta DOP.

Ad ulteriore sostegno della DOP per questo prodotto, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013, la Regione Puglia ha cofinanziato un Progetto Integrato di Filiera agroalimentare,  intitolato “pro DOP Altamura”, che vede coinvolti in una Associazione Temporanea di Scopo una pluralità di soggetti. Così ci informa l’ingegner Giovanni Lacalamita, il quale, insieme al fratello Francesco, partecipa con l’azienda agricola di famiglia al PIF, coordinando e sostenendo la pregevole iniziativa in seno all’associazione dei produttori di grano duro della Murgia Barese. Il progetto prevede la realizzazione di investimenti singoli, distinti per le varie misure attuative del PSR, ma coordinati tra loro, ed  indirizzati  allo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nel settore alimentare,  avendo per obiettivo il miglioramento della qualità alimentare, l’accrescimento  del valore aggiunto dei prodotti agricoli, la valorizzazione commerciale dei prodotti, la formazione professionale ed informazione, l’utilizzo dei servizi di consulenza da parte degli imprenditori agricoli ed infine, l’ammodernamento delle aziende agricole.

L’azienda  Lacalamita  rientra  inoltre  nel  programma  di Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti,  processi  e  tecnologie  nel settore agricolo  e alimentare, essendo aziendasperimentale che opera in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università di Bari “Aldo Moro”, di cui Giovanni è il referente.

Il progetto “pro DOP Altamura” è stato approvato il 17 giugno del 2011 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia il 23 giugno 2011, entrando nella graduatoria definitiva della filiera cerealicola.

La tematica trattata dal PIF è quella relativa al  “Pane di Altamura”,  prodotto di panetteria ed elemento base del regime alimentare delle popolazioni dell’alta Murgia, ma rinomato ed apprezzato a livello nazionale per le sue indiscutibili qualità organolettiche. Questo prodotto, che nel nostro immaginario viene associato al sole, ai profumi e ai colori forti della Puglia e che  fa parte della tradizione contadina di quella regione,  si ottiene dal rimacinato di semola di grano duro, ricavato a sua volta dalla macinazione dei grani coltivati in un’area geografica ben specifica comprendente i territori dei Comuni di Altamura, Gravina di Puglia, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino Murge, in provincia di Bari. 

L’ ATS costituita a tal proposito il 21 luglio 2011, racconta Lacalamita, ha visto l’adesione del  Consorzio dei Produttori di grano duro della Murgia Barese, del Consorzio per la valorizzazione e la tutela della DOP “Pane di Altamura”, di aziende dedicate allo stoccaggio dei grani duri e di aziende molitorie e di panificazione ed infine  l’adesione della Facoltà di Agraria presso l’ Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, che ha coordinato  la definizione e l’attuazione del PIF, predisponendolo per il  perseguimento degli obiettivi previsti dal PSR.

Nel quadro attuativo, la regione Puglia ha ammesso al progetto investimenti effettuati a partire dal 2009 per l’avviso alla partecipazione e per la selezione dei PIF.

In tal senso, per quanto attiene alla misura relativa all’ammodernamento delle aziende agricole, il PIF ha previsto l’acquisto di due macchine da raccolta Laverda: una  M 304 ed una M 304 LSI,  in possesso dell’ATS dal 2009.

Tali macchine da raccolta sono state dotate di tecnologia di precisione, costituita da monitor prestazioni CERES 8000i, antenna satellitare D-GPS, stampante dati, sensori di rilievo umidità  e resa,  idonei alla  creazione di mappe delle rese o, in generale, al  rilevamento dei dati dei campi delle aziende agricole sperimentali coinvolte nel progetto.

Grazie all’elaborazione dei dati così rilevati dai campi, sono state create le mappe di prescrizione per la distribuzione a dosi variabili dei mezzi di produzione nelle fasi di  semina e concimazione. In tal modo sono state costituite, e arricchite di stagione in stagione, banche dati utili ai fini della tracciabilità cartacea o informatizzata delle produzioni agricole.

Nello stesso contesto, si è dato vita a nuovi sistemi agricoli con l’introduzione di tecnologie di precisione,  in grado di valorizzare agrotecniche che vanno a tutela dell’ambiente e a salvaguardia della salute umana.

L’attività di sperimentazione è ancora in atto, e dovrà concludersi con il raccolto 2013, ma grazie  all’utilizzo delle mietitrebbie Laverda, con le loro specifiche tecnologie, si sono già visti risultati sull’ integrità e sulla pulizia della granella, sinonimo di salubrità del prodotto raccolto. Per quanto riguarda i risultati relativi alla resa, è atteso un incremento, che sarà possibile verificare solo con il raccolto 2013, progettato sin dalla fase di concimazione e semina 2012, effettuate a dosi variabili nelle diverse zone dei campi,  secondo i risultati ottenuti grazie ai  dispositivi tecnologici applicati sulle mietitrebbie Laverda.

In questo modo si è inteso tutelare e sponsorizzare l’unico  riconoscimento in Europa  per il “Pane di Altamura” a “Denominazione di Origine Protetta”. L’obiettivo è quello di migliorare i processi inerenti sia la fase di produzione del grano che quella di trasformazione, per l’ottenimento di produzioni tipiche con caratteristiche qualitative superiori e, dunque, una produzione alimentare efficiente, una gestione sostenibile delle risorse naturali ed il mantenimento dell’equilibrio territoriale e della diversità delle zone rurali, come spiega Lacalamita.

Il progetto “Pro DOP di Altamura”  ha portato un considerevole beneficio per il territorio. Se a ciò aggiungiamo che le  mietitrebbie M 304 ed M 304 LSI, protagoniste in campo per questo progetto, nel territorio delle Murge sono l’emblema della raccolta e trebbiatura del grano, possiamo a ragione concludere che Laverda ha offerto un valido contributo al successo di questo programma. Perché la qualità di un prodotto alimentare dipende da ogni singola fase di lavorazione e quindi, in questo caso, anche da tutte le operazioni connesse alla raccolta.

Per ulteriori informazioni:                                                                                                                                                                   

Simonetta Lambrocco
Responsabile Comunicazione e Pubbliche Relazioni
Laverda S.p.A. – Via F. Laverda, 15/17 – 36042 Breganze (VI)
Tel.: 0445 - 385 305
Fax: 0445 - 385 593
Mob.: 335 84 55 892
e-mail: Simonetta.Lambrocco@AGCOcorp.com

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